Alcolizzazione tiroidea

L’alcolizzazione di cisti della tiroide o di noduli misti (Percutaneous Ethanol Injection, PEI) è una procedura che serve a ridurre in maniera significativa le dimensioni delle cisti o di noduli misti della ghiandola tiroidea per ottenere la loro quasi completa cicatrizzazione e scomparsa.

La procedura, pertanto, si esegue nelle cisti (a contenuto liquido) e nei noduli ( non a contenuto solo solido) misti ossia costitutiti da parte solida e parte liquida (ematica o colloide) . Durante l’esecuzione dell’agoaspirato (vd agoaspirato tiroideo) si esegue sempre l’aspirazione del liquido contenuto nella cisti tiroidea o del nodulo misto e questa è solitamente sufficiente a ridurne le dimensioni Talvolta, tuttavia, questo può riformarsi anche in breve tempo, riportando la cisti alle dimensioni originali. Pertanto nel caso di cisti tiroidee di discrete dimensioni, recidivanti e determinanti sintomatologia compressiva o estetica, è solitamente posta indicazione chirurgica. L’alcolizzazione, costituisce una valida alternativa all’intervento chirurgico. Si tratta di una procedura ormai consolidata, effettuata da molti anni, soprattutto quando vi siano controindicazioni all’intervento chirurgico o il paziente rifiuti la tiroidectomia
L’alcolizzazione può essere effettuata solo dopo che sia stata accertata la natura benigna della cisti tiroidea, attraverso un’accurato controllo ecografico della tiroide e del collo e la valutazione citologica di quanto si è prelevato.
La probabilità di successo dell’alcolizzazione è elevata ( 90% circa).
Solitamente è sufficiente una sola seduta di alcolizzazione, ma in alcuni casi può esser necessario ripetere la stessa procedura più volte (da 2 a 6 ).

Dopo avere effettuato il controllo citologico della formazione ed essere sicuri della reale natura benigna della formazione tiroidea in oggetto, e dopo aver documentato ecograficamente la ricomparsa di materiale liquido , precedentemente tolto durante l’agoaspirato tiroideo si può procedere con ciclo di alcolizzazioni mediante ago sottile. Sempre sotto controllo ecografico viene quindi iniettato nella cavità cistica un volume di etanolo sterile al 95% pari a circa metà del volume di liquido rimosso con l’aspirazione (solitamente 1-6 ml).. Questo crea sostanzialmente un processo infiammatorio tra le pareti del nodulo o della cisti con successiva riduzione della parte liquida e collabimento delle pareti che chiudendosi fanno si che la cisti scompaia. Possono essere effettuate varie sedute , fino al completo riassobimento della parte colloide o ematica.

Logicamente se si parla di una cisti questa si “seccherà” completamente, se altresì siamo di fronte ad un nodulo misto, verrà tolta la parte liquida mentre la parte solida rimarrà. Questa procedura consolidata da anni permette di ridurre notevolmente le dimensioni di formazioni nodulari e cisti tiroidee evitando così di dover ricorrere all’intervento chirurgico . Questo potrà logicamente essere preso in considerazione se il nodulo o la cisti fossero in ulteriore accrescimento o se dessero fastidi alla deglutizione o estetici.

Gli effetti collaterali sono fastidio locale, che il Pz minimizzerà tenendo ghiaccio sulla parte per circa 15 minuti dopo avere eseguito la alcolizzazione e raramente è necessario utilizzo di FANS. E’ una procedura ambulatoriale , dura circa 15 minuti ed il Pz potrà successivamente riprendere la abituale vita.