Tiroide

La tiroide è una piccola ma importantissima ghiandola endocrina situata alla base del collo che come si vede dalla foto sopra contrae importanti rapporti con la laringe,  la trachea, gli importanti vasi del collo. Essa serve a produrre gli ormoni tiroidei sotto l’influsso regolatorio dell’ormone TSH ipofisario; questi servono a regolare ogni nostro metabolismo , dalla sintesi proteiche ai livelli di colesterolo nel sangue, all’accrescimento staturale nei bambini, alla corretta funzionalità riproduttiva nelle donne.

La tiroide è una ghiandola endocrina a forma di farfalla, posizionata nel collo e costituita da due lobi, destro e sinistro, uniti da uno stretto ponte che prende il nome di istmo.

Gli ormoni da essa prodotti sono composti iodati derivanti dalla tirosina, come la tetraiodotironina o T4 e la triiodotironina o T3, agiscono sul metabolismo cellulare e sui relativi processi di accrescimento; una scarsa secrezione di questi ormoni nell’infanzia (ipotiroidismo), può portare a un mancato sviluppo del sistema nervoso (cretinismo tiroideo).

La tiroide rappresenta l’unico caso di ghiandola endocrina che possiede la capacità di accumulare il secreto, prima che esso venga riversato nel torrente circolatorio, in sede extracellulare in quanto gli ormoni, legati ad una glicoproteina iodata (tireoglobulina), si accumulano nel lume follicolare sotto forma di colloide. Nella parete follicolare si evidenziano due popolazioni cellulari: le cellule parafollicolari o cellule C e le cellule follicolari o tireociti.

Questo è quelle che si riteneva nel 1600 e quando non era stata logicamente scoperta la funzione della ghiandola ma ne erano già descritte alterazioni ossia il gozzo come nel rinascimento sono dipinti mirabilmente quadri di gozzo nei dipinti di artisti quali Caravaggio.

Gli ormoni hanno un effetto generalmente eccitatorio sul metabolismo basale: aumentano il consumo di ossigeno da parte dei tessuti, stimolando la produzione endogena di calore; stimolano la sintesi proteica, la gluconeogenesi, la glicogenolisi e il catabolismo dei lipidi; hanno un effetto inotropo e cronotropo positivo sul miocardio, migliorandone la sensibilità alle catecolamine. Nell’età fetale e nella prima infanzia, hanno un importantissimo ruolo nel differenziamento e nella crescita del sistema nervoso, e un loro deficit dovuto ad una condizione di ipotiroidismo produce una condizione detta cretinismo caratterizzata da incompleto sviluppo del SNC e da ritardo mentale.

La tiroide funziona correttamente, garantendo un’adeguata sintesi ormonale, se può disporre di adeguate quantità di iodio, un oligoelemento essenziale, presente nell’organismo in piccole quantità e soggetto a perdite quotidiane attraverso l’urina o il sudore, che entra nella costituzione della tiroxina (T4) e della triiodotironina (T3). Per questa ragione è molto importante assumerne attraverso l’alimentazione la giusta quantità, e agevolare così il funzionamento della ghiandola tiroidea: una eventuale carenza di iodio può portare a diverse patologie (es. gozzo) ed è particolarmente rischiosa in gravidanza, determinando anche gravi conseguenze per il feto.

Anche il selenio ha un ruolo chiave nella protezione e nel funzionamento della tiroide, essendo peraltro un cofattore delle desiodasi, enzimi responsabili della conversione della T4 in T3, e delle glutatione perossidasi e delle reduttasi della tioredoxina, enzimi coinvolti nella regolazione dello stato ossido-riduttivo della cellula tiroidea e della sua protezione dal danno ossidativo; si pensa che un’insufficienza di selenio possa contribuire all’innesco di una tiroidite cronica autoimmune in soggetti predisposti. Una curiosità: la tiroide contiene una quantità di selenio per grammo di tessuto maggiore rispetto a ogni altro organo del corpo. La calcitonina, prodotta dalle cellule parafollicolari o cellule C, regola il metabolismo del calcio agendo in modo antagonista al paratormone secreto dalle ghiandole paratiroidila.

Normalità tiroidea ed esami

Se semplicemente vengono viene valutato come indice delle funzionalità tiroidea il solo TSH si rischia di perdere come affetti da patologia tiroidea molti pazienti.

Gli esami di prima istanza sono sempre Ft4 e TSH e se patologici anche il dosaggio di TPO e TGA in caso di ipotiroidismo o anche anticortpi antirecettore del TSH in caso di ipertiroidismo ; se coesistono noduli tiroidei rivelabili con ecografia tiroidea va controllato  anche il valore della calcitonina.

Altra considerazione è quella attinente ai valori di normalità del TSH che sono molti ampi (dipende dai varii laboratori ma abitualmente con range 0,4-4).

In questo ampio   intervallo che dovrebbe escludere, se il TSH e ivi compreso, alterazioni della funzionalità tiroidea posso altresì trovarsi pazienti affetti da iperfunzioni o ipofunzioni tiroidee subcliniche ( ossia lievi ) che possono essere anche sintomatiche e che quindi vanno diagnosticate con successivi esami ematici. In particole il range di normalità del TSH così ampio serve come primo screening delle funzionalità tiroidea nella popolazione generale ma dicevamo non esclude , se normale, possibili alterazioni tiroidee. In primis non può escludere esempio tutte le pazienti affette da tiroidite autoimmune , il cosiddetto Hashimoto, in secundis non può essere utilizzato durante la gravidanza in quanto si utilizzano altri cut off . Questo perchè in linea  teorica    un TSH normale dovrebbe escludere una patologia tiroidea nella popolazione generale dalla nascita fino alla vecchiaia , ma è da anni noto come il TSH si correli per fasce di età innalzandosi progressivamente con il passare degli anni. Un TSH di 4 ( ossia nel range normale ) è già patologico un paziente in gravidanza o lo può essere portando i relativi sintomi dell ipotiroidismo nelle giovani donne mentre è assolutamente normale a 60-70 anni   .

In conclusioni possiamo affermare che per un corretto studio della funzionalità tiroidea, anche in particolari momenti della vita quali la giovane età, la fase pre-gravidanza, la menopausa e l’invecchiamento vanno controllati anche gli altri esami di laboratorio atti a diagnosticare correttamente la funzionalità tiroide nelle varie fasi della vita. Ultima considerazione attiene alla visita medica endocrinologica che deve essere una visita internistica visitando i pazienti nella loro completezza, valutando in sintomi anche lievi riferiti e vedendo tutti gli esami di laboratorio che se alterati possono rimandare ad una patologia tiroidea latente . Con la terza mano dell’endocrinologo ossia l’ecografia tiroidea    si ha poi un quadro preciso della ghiandola tiroidea, della sua funzione e delle eventuali patologie che se diagnosticate precocemente possono con una terapia d hoc migliore tanto la qualità della vita dei pazienti evitando anche altre comorbilità ossia patologia correlate (esempio ipercolesterolemia nell’ipotiroidismo).

Ipofisi

La ghiandola pituitaria è una ghiandola endocrina situata alla base del cranio, nella fossa ipofisaria della sella turcica dell’osso sfenoide. E’ formata da due lobi, funzionalmente diversi, che controllano, attraverso la secrezione di numerosi ormoni, l’attività endocrina e metabolica di tutto l’organismo.

Ormoni agenti su cellule ed organi bersaglioCome si vede la secrezione di ogni ormone prodotto dall’ipofisi và a regolare la secrezione di tutte le altre ghiandole periferiche, quali tiroide , surreni, pancreas, ovaie e testicoli ed esse stesso sotto controllo ipofisario secernono ognuna i propri ormoni specifici.

Sono prodotti dalle cellule acidofile dell’adenoipofisi

  • Dalle cellule alfa l‘ormone somatotropo (GH, meno comunemente STH) agisce direttamente sui tessuti ed è indipendente dall’attività delle altre ghiandole endocrine; stimola la deposizione del calcio nel tessuto osseo e la proliferazione delle cellule cartilaginee, aumenta la massa dei muscoli scheletrici e stimola la sintesi proteica. È detto anche ormone della crescita e la sua mancanza causa l’arresto dello sviluppo staturale e ponderale dell’individuo.
  • Dalle cellule epsilon la prolattina (PRL) agisce sulla ghiandola mammaria stimolando la secrezione di latte dopo il parto.
  • L’ormone melanotropo (MSH) ha effetto trofico sui melanociti, responsabili della pigmentazione della pelle. A differenza degli altri ormoni ipofisiari della sua classe questo è prodotto dalle cellule basofile dell’adenoipofisi

Ormoni trofici

Gli ormoni trofici sono ormoni glicoproteici (PAS positivi) che agiscono su altre ghiandole endocrine, e sono prodotti dalle cellule basofile:

  • Dalle cellule delta l’ormone tireotropo (TSH) agisce sulla tiroide, favorendo la liberazione degli ormoni che questa produce (tiroxina e triiodotironina).
  • L’ormone adrenocorticotropo (ACTH) determina a sua volta la sintesi e la secrezione molto rapida degli ormoni della corteccia surrenale e stimola il metabolismo lipidico.
  • Dalle cellule beta e gamma rispettivamente l’ormone follicolo-stimolante (FSH) e l’ormone luteinizzante (LH) sono invece gonadotropi (agiscono cioè sulle gonadi); nelle ovaie il primo stimola la formazione dei follicoli e la secrezione dei loro ormoni (estrogeni), il secondo la formazione del corpo luteo e la secrezione dell’ormone corrispondente, il progesterone; nel testicolo, l’LH agisce invece sulle cellule interstiziali (e viene perciò anche contraddistinto con la sigla ICSH), promuovendo la spermatogenesi e la secrezione dell’ormone testicolare (testosterone), mentre l’FSH favorisce la sintesi di una proteina (ABP) che lega il testosterone, attivando gli spermatozoi.

L’ipofisi può anche essere sede di adenomi che posso produrre ormoni in eccesso ( vedi adenomi ipofisari )